In un momento di profondi cambiamenti che lo sviluppo tecnologico sta apportando alla struttura stessa delle comunità locali in un contesto di mondializzazione spinta, la società italiana sconta un ritardo culturale enorme per lo scarso radicamento dei più elementari principi della cultura liberale. Soprattutto nell'ultimo decennio appare abbastanza evidente che la vera lotta di classe nella "nuova società" in atto in Italia e nel mondo dove non vige la tradizione anglosassone della Common Law, è quella tra i ceti produttivi e sfruttati del settore privato ed i rentiers costituiti prevalentemente dalla classe burocratica parassitaria e sfruttatrice che utilizza il padrinato politico dei partiti statalisti. Costoro vivono alle spalle di chi produce con il "rendere il facile difficile attraverso l'inutile".
Tutto ciò ha trovato nell'ambiente napoletano e Campano del Bassolinismo (o meglio basso leninismo) la migliore delle applicazioni il cui finale non poteva che essere al contempo più significativo e drammatico di questo. L'immondizia che ha travolto la regione simboleggia lo stato del tessuto sociale degradato dopo la cura illiberale e intrisa del peggior sistema di ingegneria clientelele immaginabile. Noi tutti abbiamo vissuto una sorta di second life virtuale fatta di rinascimento culturale ed imprenditoriale, mentre nella vita vera ci accorgevamo che diventavamo sempre più sporchi sia culturalmente che imprenditorialmente oltre che meno liberi.
La saldatura tra i prenditori della spesa pubblica inefficiente, la vulgata solidaristica fatta di lavori socialmente utili e di reddito minimo garantito regalata alla sinistra per il suo silenzio e per i auoi canzonettisti con il corollario dei benepensanti ( e ben pagati), ha spinto Napoli nell'abisso attuale.
Da oltre un anno, attorno ad uno sparuto e coraggioso gruppo di persone, soprattutto amici che provengono da esperienze associative importanti, si è costruito una rete di associazionismo civico che è riuscito ad incrinare quel muro di gomma che sembrava inattaccabile.
Ora sembra semplice o addirittura obbligatorio cercare di smarcarsi dal duo Bassolino Iervolino. Fortuna che c'è il web, che può testimoniare quanto andiamo dicendo dal lontano 2001, anno della nostra costituzione, su quanto stava rischiando Napoli e chi ne aveva le responsabilità.
Ma non è ancora vinta la battaglia contro la Casta Campana, anzi sarà ancora più dura dopo la loro ormai vicina caduta, in quanto è cominciata la campagna del riciclo sociale dei tanti beneficiati dal sistema che provano ad indossare i panni dei critici più feroci e responsabili.
Ma anche per loro il web e le nostre denunce saranno impietose come le evidenze del disastro provocato da questo sistema di potere.
Sul nostro sito, in collaborazione con Napoli Punto a capo con cui si sta lavorando alacremente da oltre un anno, proveremo a dare risposte liberali e liberiste alle problematiche sociali ed a raccogliere suggerimenti e proposte tra le quali sceglieremo quelle da sviluppare.
Insomma: Una Associazione aperta per una Società aperta.