Tea Party Napoli

   

  Un sito di libertà
Questo sito ha l'ambizione di diventare un riferimento per gli amici del Popolo delle Libertà di Napoli e della Campania. Proveremo a fare proposte ed avviare dibattiti, a segnalare sui link suggeriti interventi su tematiche a noi più vicine trattate dal punto di vista liberale e liberista. Fateci pervenire spunti, idee o - argomento su cui la nostra attenzione sarà massima - segnalateci sprechi delle Pubbliche Amministrazioni e comportamenti di Amministratori che ritenete non corretti. Chiediamo ai cittadini di farsi primi controllori di uno Stato che preleva, spesso indebitamente, i nostri soldi e del fatto che almeno vengano restituiti in servizi decorosi ed efficienti. Dobbiamo essere i nostri primi difensori civici, in attesa che quelli nominati dalla casta decidano di farlo. I link vi accompagneranno alla lettura di alcuni quotidiani on line di area liberale o di blog tra i più visitati che hanno a nostro avviso una grande capacità di produrre materiale di approfondimento di primissima levatura scientifica ed utili a formare anche da noi quella cultura liberale la cui assenza è la causa principale del nostro stato di degrado politico e di asservimento ai (pre) potenti di turno.

  Annullamento data Tea Party

Per improvvisa indisponibilità della struttura del PAN che ha dovuto riprogrammare le sue attività - cosa giustificata dalla complessa vicenda finanziaria della Regione Campania - siamo costretti ad annullare il Tea Party previsto il prossimo 13 settembre a data da destinarsi che sarà opportunamente comunicata.

Ninni De Santis

  Terrificante Bagnoli

Ecco Bagnoli e Coroglio dopo le preziose e care "cure" economiche del duo Basso - Iervolino (Video girati da Salvatore Morelli che ringraziamo). Altro che Parchi naturali e aree a verde.

Da notare strane emissioni sotterranee di acqua apparentemente piena di depositi ferrosi.

La magistratura sarà più solerte rispetto a quanto (non) fatto a seguito della nostra articolata ultima denuncia presentata nel settembre 2009 sullo stato di Via Caracciolo e della Real Villa Comunale? Speriamo di si.

Noi siamo in trepida attesa.

 

 

 

  Presidente, vada a Montecarlo...

Monte-Carlo, Principato di Monaco: Monte Carlo harbour

Vacanze calde per la politica nazionale. Tra falchi e colombe che ogni giorno aguzzano gli artigli o cinguettano controcanti si è intrufolato il golden boy della bella società LCDM (Montezemolo ndr) che tra una puntatina alla Ferrari ed un' altra a Capri consegna alla stampa le sue speranze di tecnico responsabile sempre pronto all'estremo sacrificio di guidare l'Italia dopo Fiat, Ferrari e i nuovi treni NTV: un bel crescendo si direbbe.. Temo per lui che continuerà nella sua vitaccia da eterno perseguitato dalla fortuna anche perchè quella da sola non basta a recuperare quei milioni di voti che servono a diventare premier, una delle poche cose su cui gli italiani sembrano essere d'accordo: chi vuole governare frequenti le piazze (non le Piazzette), magari anche i mercati (soprattutto i super...) e si presenti con la sua storia all'esame del popolo, evitando accuratamente gli intrighi dei palazzacci romani, quelli di Confindustria inclusi. A proposito, un suggerimento a Berlusconi: invece delle solite Villa Certosa o di Ville (decadenti) romane, perchè non si fa una bella vacanza a Montecarlo? Magari gli garba di più una bella villa tra la Basse e la Moyenne corniche e becca anche qualche bella principessa, che li non mancano, magari chiamata Charlotte. Ma mi raccomando se va a giocare non punti sul nero che porta male. Si lo so che il rosso proprio non lo sopporta, ma con il coraggio che Lei ha può anche vincere con lo zero, il numero dei suoi attuali avversari.. Bonne chance, Monsiuer Silviò.

Ninni De Santis

PS. Buone Vacanze a tutti, anche a chi non ha case al mare...

  D'accordo con Quagliariello

In risposta ad un editoriale di Sechi, Gaetano Quagliariello scrive la sua posizione in maniera a mio avviso condivisibile ed impeccabile. Ora si fa ancora più urgente che in Campania si riparta da Caldoro prima che i sondaggi che vedono il PDL giù di ben 14 punti rispetto alle politiche si trasformino in una disfatta alle prossime comunali. Anche qui una nuova classe dirigente al di sopra di ogni sospetto come la moglie di Cesare e più di Cesare stesso.

Ninni De Santis

Caro Sechi,

ho letto il suo editoriale di ieri e, le confesso, ne condivido solo una parte. L’altra mi pare troppo contaminata dal virus «futurista» che ha infettato una parte del centrodestra. Insomma, troppo futuribile e troppo in libertà. Lei riconosce che non si poteva più andare avanti così. Che non si poteva mettere a repentaglio la reputazione del governo e del suo leader per le scapigliature quotidiane del Granata di turno.

Riconosce anche che l'appartenenza a un partito deve avere un fondamento solido di principi e di moralità (a proposito, le cronache immobiliari di questi giorni evidenziano bene la differenza che passa tra la moralità e il moralismo). Ammette che vi era troppa distanza non su questa o quella legge, ma su questioni di fondo come la legalità, il rapporto tra politica e giustizia, l'idea di laicità, e si potrebbe continuare. E mi pare che divergente sia ormai la stessa lettura del percorso che ha portato il centrodestra al governo del Paese: si sono dimenticate le origini, il faticoso passaggio da una destra giacobina e in fondo minoritaria a una destra liberale, e i reiterati tentativi dei nostri avversari, dentro e fuori le aule parlamentari, per impedire che il riconoscimento popolare di quel percorso potesse avere conseguenze politiche cogenti e tradursi in un nuovo e duraturo assetto della nostra Repubblica. Insomma, Fini e parte di quanti l'hanno seguito sembrano aver rimosso il passato recente. Una sorta di grande amnesia. E forse questo spiega anche il riferimento al futuro che compare nella nuova sigla: efficace come suggestione ma pur sempre, politicamente parlando, una fuga in avanti.

Fin qui la parte del suo editoriale che condivido. I miei dubbi si fanno invece più profondi allorquando il nuovo quadro sembra produrre in lei un senso di panico e di agitazione, e la conseguente richiesta di immediati "allargamenti" e nuove formule di governo. È la stessa agitazione, le devo confessare, che ho scorto nelle parole e negli atteggiamenti dei leader di una sinistra che mi è parsa sterile e, peggio ancora, politicamente masochista. Stiamo ai fatti, e i fatti sono semplici. La scissione dei gruppi parlamentari porta chiarezza politica e morale nella composizione delle aggregazioni, ma non modifica il quadro di sostegno al governo. Lo ha detto Fini. Lo hanno ribadito, sia in pubblico che in privato, la gran parte di coloro che hanno aderito ai nuovi gruppi.

Il governo e la maggioranza hanno il dovere di credere loro, e dunque di continuare a operare senza timori e timidezze. In molti non se ne sono accorti, ma in questi giorni, tra tanti schiamazzi, la maggioranza e il governo vanno in vacanza avendo approvato una manovra economica per certi versi epocale, che ha consentito all'Italia di fronteggiare la crisi europea senza perdere quella coesione sociale che in altri Paesi (anche guidati da governi di sinistra) è stata messa a ben più dura prova. E in Senato è passata una riforma dell'università che riabilita meritocrazia e competizione, chiude la lunga stagione dell'egualitarismo, pone le premesse affinché le risorse non siano più sprecate, e ha visto anche la convergenza di una parte dell'opposizione.

Dobbiamo andare avanti con questo passo, senza titubanze. Qualora l'opera di denigrazione e logoramento dovesse continuare, ormai dall'esterno e non più dall'interno, avremo sempre la possibilità di dire al Paese chi sono gli irresponsabili che, in un momento economicamente difficile, provocano le elezioni anticipate. Caro direttore, non c'è spazio né politico né numerico per governi di transizione, larghe intese e pasticci simili. E noi abbiamo un vantaggio: le elezioni non le vogliamo ma ce le possiamo permettere. Altri no. E per questo il loro agitarsi appare privo di senso politico. Sono certo che lei non li seguirà e, con il suo giornale, non sarà tra quanti produrranno schiuma al fine di confondere le idee e offuscare in Italia e all'estero l'immagine di un governo che sta ben operando.

Un'ultima annotazione. Accanto a Berlusconi, in questi anni, non è maturata una cerchia di "yesmen" o cattivi consiglieri, ma una classe dirigente degna di questo nome. Lo dimostra, senza tema di smentite, ciò che è stato fatto in questi due anni a livello di governo, a livello parlamentare, a livello politico. Questa classe dirigente non sarà la Destra storica ma è pur sempre, le assicuro, il meglio che questo Paese ha a disposizione.

Gaetano Quagliariello

  Martusciello, nomina meritata

Ero presidente dei Giovani Industriali di Benevento quando un giovane Antonio Martusciello venne a conoscermi nel mio ufficio presentandomi il progetto di Forza Italia. Istintivamente capii che stava succedendo qualcosa e nonostante la presentazione era quasi simile a quella di un prodotto aziendale da cui l'immediato nomignolo di partito di plastica, il format semplice delle idee liberali riportato un una demo aziendale mi convinse. Nacque un bel rapporto di stima reciproca e quando Antonio si candidò sindaco creammo assieme ad altri amici l'associazione Napoli Liberal che sostenne la sua candidatura diventando un piccolo think tank liberale locale. Ho fatto questa breve premessa per rimarcare un sentimento, quello dell'amicizia e della semplicità che ho ritrovato ultimamente in politica in poche persone con le quali non a caso proviamo a iniettare ampie dosi di liberalismo in un corpo fiaccato dal basso welfare e dal più becero assistenzialismo quale quello del sud. Ora che Antonio è assurto ad un ruolo così importante come quello di commissario Ag Com voglio fare un'altra considerazione partendo sia dall'affermazione di Caldoro che in Campania si è vinto a prescindere dall'impegno di Cosentino sia dal sondaggio che vede un calo di consensi del Pdl dovuto al dossieraggio. Antonio Martusciello, al quale molti non hanno lesinato critiche e che avrà sicuramente commesso degli errori nella sua vicenda politica locale, ha sicuramente un merito enorme che a maggior ragione gli va riconosciuto oggi. Quello di aver lasciato fuori dalla porta del partito da lui gestito ogni ombra di collusioni con cosidette zone grigie o di frequentazioni imbarazzanti quali quelle che oggi vengono ascritte a troppi importanti componenti del Pdl. Questo, soprattutto a Napoli è un merito grandissimo ma è anche probabilmente il motivo che non ha permesso ad Antonio di affermarsi nel pieno di un'era quale quella bassoliniana dai contorni ancora poco chiari e che ha visto nel clientelismo e nell'affarismo una componente fondamentale. Oggi sicuramente Antonio sarebbe stato, come lo è stato Caldoro, il miglior candidato a qualunque carica elettiva in Campania. Ma la vita è fatta così. Non era destino. Grazie comunque per quello che hai fatto per la politica in Campania ed in bocca al lupo per il tuo nuovo impegno.

Ninni De Santis

Tratto da Il denaro del 31/7/2010

Ci sono 35 pagine 1   2    3    4    5    6    7    8    9    10    11    12    13    14    15    16    17    18    19    20    21    22    23    24    25    26    27    28    29    30    31    32    33    34    35  
 
I NOSTRI LINK